La più grande trasformazione del tessuto produttivo del dopoguerra è già in corso. Dati istituzionali aggiornati, analisi originali, monitoraggio delle fonti che escono ogni anno. Perché capire il fenomeno è il primo passo per affrontarlo.
Il ricambio alla guida delle imprese familiari non sta accelerando. Al contrario: la classe imprenditoriale è mediamente più anziana oggi di quanto non fosse dieci anni fa, e il gap si allarga ogni anno.
è l'età media degli imprenditori italiani alla guida di PMI con fatturato tra 2 e 25 milioni di euro. Un numero che sale ogni anno.
Osservatorio Perpethua-Yuno AI - 67.545 PMI analizzate - marzo 2026
degli imprenditori italiani ha superato i 60 anni. In alcune regioni del Nord la quota supera il 40%. Uno su cinque ha più di 65.
Osservatorio Perpethua-Yuno AI - Il Sole 24 Ore - marzo 2026
delle 8,7 milioni di posizioni apicali nelle società italiane è oggi over 70. Era l'11,6% nel 2015: una crescita del 23% in dieci anni.
InfoCamere - Registro delle Imprese - aprile 2026
Il dato che colpisce non è l'età media in sé: è la velocità con cui sta salendo. In dieci anni la quota di over 70 nelle cariche apicali è cresciuta del 23%. Il sistema non sta ringiovanendo: sta aspettando.
Non stiamo parlando di un segmento di nicchia. Le imprese familiari sono la struttura portante dell'economia italiana. Il loro passaggio generazionale è un evento sistemico, non individuale.
delle PMI italiane è a controllo familiare (su 5 milioni di imprese iscritte alle Camere di Commercio). La media europea è del 50%.
Rapporto Cerved PMI - Unioncamere
le imprese familiari con fatturato superiore a 20 milioni di euro monitorate dall'Osservatorio AUB. Il 66% di tutte le imprese di queste dimensioni.
XVII Rapporto Osservatorio AUB - AIDAF UniCredit Bocconi - febbraio 2026
i ricavi complessivi generati dalle imprese familiari italiane, con oltre 3,3 milioni di occupati - circa il 52% del totale degli occupati nel settore privato.
AIDAF Italian Family Business - Osservatorio AUB
I numeri del prossimo decennio sono già scritti. Non sono stime impressionistiche: sono proiezioni costruite su modelli predittivi applicati a campioni di decine di migliaia di imprese.
le operazioni straordinarie attese sulle imprese familiari italiane tra il 2026 e il 2035 (cessioni, fusioni, ingressi di soci, vendite di quote), secondo il modello predittivo elaborato su un campione di 68.000 imprese. Nel solo 2024 si sono già registrati 397 liquidity event, in crescita del 47% sull'anno precedente.
Pictet Wealth Management x School of Management Politecnico di Milano - aprile 2026
il controvalore complessivo stimato delle stesse operazioni. È il più grande trasferimento di ricchezza imprenditoriale del dopoguerra italiano. Per confronto: è circa il 17% del PIL nazionale di un anno.
Pictet Wealth Management x Politecnico di Milano - aprile 2026
delle imprese familiari italiane affronterà un passaggio generazionale nel prossimo decennio, secondo le proiezioni AUB. Se l'età di uscita dei senior scendesse da 75 a 70 anni, la quota salirebbe al 50% in dieci anni.
XVII Rapporto Osservatorio AUB - AIDAF - febbraio 2026
delle attività italiane ha affrontato o affronterà il passaggio generazionale nel decennio 2013-2023, con il 7,9% che prevedeva un passaggio nel triennio 2023-2025. Solo il 9,1% tra 2016 e 2022 lo ha effettivamente completato.
ISTAT - Rapporto sulle Imprese
Il problema non è solo demografico. È che la maggior parte di queste imprese arriverà al momento del passaggio senza essersi preparata. I tassi di sopravvivenza generazionale lo dimostrano.
è la quota di imprese familiari che riesce a passare con successo alla seconda generazione. Solo il 13% arriva alla terza, e appena il 4% alla quarta.
Osservatorio AUB - AIDAF - Università Bocconi
la quota di imprenditori familiari che effettivamente si prepara al passaggio, a fronte del 62% che dichiara di volerlo affrontare. Il gap è del 44 punti percentuali.
Osservatorio AUB - AIDAF
è l'età media in cui l'imprenditore inizia ad affrontare consapevolmente il tema della successione: statisticamente troppo tardi per prepararla bene, con il tempo necessario per gli interventi strutturali.
ISTAT - indagini su passaggio generazionale
Il gap tra intenzione e preparazione
Quanti imprenditori familiari dichiarano di voler affrontare il passaggio, e quanti effettivamente si preparano.
Fonte: Osservatorio AUB - AIDAF - Università Bocconi
Il gap del 44 punti percentuali tra intenzione e azione è la misura del problema. Non è mancanza di volontà: è mancanza di un metodo e di un interlocutore strutturato.
L'ecosistema professionale che si è organizzato intorno a questo fenomeno si concentra quasi esclusivamente sulle imprese con fatturato superiore a 5-10 milioni di euro: boutique di corporate finance, search fund, fondi specializzati, advisor di wealth management. Questi operatori lavorano tipicamente con aziende sopra questa soglia di fatturato, spesso con un numero di dipendenti già alto e strutture manageriali consolidate: sono, in altre parole, tarati su imprese già "grandi". Tutto quello che sta sotto questa soglia - la stragrande maggioranza in numero delle imprese familiari italiane, spesso realtà con 4-5 dipendenti fino a un massimo di 30 - non ha oggi un interlocutore strutturato.
il range di fatturato del bacino target di Attracco: piccole e medie imprese a conduzione familiare, tipicamente tra 4-5 e un massimo di 30 dipendenti. Troppo piccole per essere servite dagli operatori finanziari strutturati. Troppo importanti per essere lasciate al caso.
Perimetro Protocollo Attracco
il tasso di pianificazione formale del passaggio generazionale rilevato tra le imprese familiari italiane. Significa che più di 8 aziende su 10 non hanno un piano scritto e condiviso.
Osservatorio AUB - elaborazione su dati AIDAF
Il Protocollo Attracco nasce per occupare questo spazio. È pensato per piccole e medie imprese familiari tra 1 e 5 milioni di fatturato e tra 4-5 e 30 dipendenti: troppo piccole per essere servite dagli operatori finanziari strutturati, troppo importanti per essere lasciate al caso.
I dati sono riportati con attribuzione esplicita e sono pubblici. I perimetri dei diversi osservatori non sono omogenei: i dati AUB si riferiscono ad aziende con fatturato superiore a 20 milioni, i dati ISTAT coprono l'universo più ampio delle imprese con almeno tre addetti. Ogni confronto tra fonti diverse va letto tenendo conto di questa differenza.
Il Protocollo Attracco è il metodo per rispondere a questa domanda con i numeri, non con le impressioni. Un colloquio gratuito di trenta minuti per capire se fa al caso tuo.